• PROMESSA

    Prometti e giuri col vangel in man

    de amà prima de tutt chi m'ha creaa,

    e subet dopo sto mè car Milan

    che impesa* chi anca quij ch'en parlen maa.

     

    Giuri vess grato a chi me dà el mè pan,

    de no fa mai né lit né sigurtaa,

    de classà raggià i asen, bajà i can,

    de tirà semper drizz per la mia straa.

     

    Giuri de scriv di vers fin che me par,

    de dì el mè sentiment* dove me occor

    con tutta libertaa, redond e ciar,

     

    e se manchi a sti coss, per mè castigh

    me contenti perfin del disonor

    d'on encommi* stampaa sul "Cattabrigh".

  • PROMESSA

    Prometto e giuro col vangelo in mano

    di amare prima di tutto chi mi ha creato,

    e subito dopo questa mia cara Milano

    che impecia qui anche quelli che ne parlano male.

     

    Giuro (di) essere grato a chi mi dà il mio pane,

    di non fare mai né liti né malleverie,

    di lasciare ragliare gli asini, abbaiare i cani,

    di tirare sempre diritto per la mia strada.

     

    Giuro di scrivere dei versi fin che mi pare,

    di dire il mio sentimento dove mi capita

    con tutta libertà, rotondo e chiaro,

     

    e se manco a queste cose, per mio castigo

    mi accontento perfino del disonore

    di un encomio stampato sull'Accattabrighe.

  • Nell'Attaccabrighe, settimanale letterario antiromantico stampato su foglio rosa, era apparsa, nel numero del 28 febbraio 1819, una feroce recensione delle sestine portiane Il Romanticismo (n.88), il Porta scrivendo all'amico Rossari in data 6 marzo 1819 e dandogli notizia della stroncatura, aggiungeva: "Per fare in qualche modo calare le grinze del risetto sardonico, ho creduto di stendere in un sonetto la mia professione di fede...", questo sonetto fu pubblicato per la prima volta dal Barbiera.

    Alcuni chiarimenti del testo  ( * )

    ...impesa...  fa rimanere impeciato e quindi attaccato  ...dì el mè sentiment... dire chiaramente quello che sento  ...encommi... che, stampato sull'Accattabrighe, suonerebbe per il Porta vergogna, poiché vorrebbe dire che le sue idee vanno d'accordo con quello dei compilatori del giornale.